Dectiabin Accord®
Composizione
Principi attivi
Decitabina.
Sostanze ausiliarie
Diidrogeno fosfato di potassio, sodio idrossido (per la regolazione del pH).
Ogni flaconcino contiene 19,53 mg (0,5 mmol) di potassio e 6,67 mg (0,29 mmol) di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Il flaconcino (20 ml) contiene 50 mg di decitabina in polvere liofilizzata.
Dopo ricostituzione in condizioni asettiche con 10 ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili, 1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 5 mg di decitabina.
Indicazioni/possibilità d'impiego
Decitabin Accord è indicato per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LAM) che non siano idonei a chemioterapia intensiva e/o a trapianto di cellule staminali.
Posologia/impiego
La somministrazione di Decitabin Accord deve essere iniziata sotto la supervisione di un medico esperto nell'utilizzo di medicamenti chemioterapici.
Posologia abituale
In un ciclo di trattamento, Decitabin Accord viene somministrato una volta al giorno a una dose di 20 mg/m2 di superficie corporea per infusione endovenosa della durata di un'ora, ripetuta giornalmente per 5 giorni consecutivi (vale a dire un totale di 5 dosi per ciclo di trattamento). La dose totale giornaliera non deve superare i 20 mg/m2 e la dose totale per ciclo di trattamento non deve superare i 100 mg/m2. Nel caso una dose non fosse somministrata, il trattamento deve essere ripreso il prima possibile. Il ciclo deve essere ripetuto ogni 4 settimane in base alla risposta clinica del paziente e al grado di tossicità osservato.
Si raccomanda di trattare i pazienti per un minimo di 4 cicli, anche se, per ottenere una remissione completa o parziale, possono essere necessari più di 4 cicli. Il trattamento può essere continuato finché il paziente continua a trarne benefici.
Se dopo 4 cicli non si evidenzia risposta, il paziente può essere considerato un 'non-responder' e devono essere prese in considerazione opzioni terapeutiche alternative a Decitabin Accord.
La premedicazione per la prevenzione di nausea e vomito non è di norma raccomandata, ma può essere somministrata, se necessario.
I valori ematologici del paziente devono essere monitorati (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Può essere necessario ritardare la somministrazione successiva.
Adeguamento della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni
Gestione della mielosoppressione e delle complicanze associate
La mielosoppressione e gli eventi avversi ad essa correlati (trombocitopenia, anemia, neutropenia e neutropenia febbrile) sono comuni nei pazienti con LAM, sia trattati che non trattati. Tra le complicanze della mielosoppressione vi sono infezioni e sanguinamenti. A discrezione del medico è possibile sospendere il trattamento se compaiono complicanze associate alla mielosoppressione, come quelle descritte di seguito:
·Neutropenia febbrile (febbre ≥38,5°C e conta assoluta dei neutrofili <1'000/µl).
·Infezioni virali, batteriche o fungine acute (vale a dire che richiedono antinfettivi per via endovenosa o misure di supporto intensive).
·Emorragia (gastrointestinale, genito-urinaria, polmonare con conta delle piastrine <25'000/µl o qualsiasi emorragia dell'SNC).
Il trattamento con Decitabin Accord può essere ripreso quando i sintomi migliorano o si sono stabilizzati con un trattamento adeguato (terapia antinfettiva, trasfusioni o fattori di crescita). Non è raccomandata una riduzione della dose.
Gestione della sindrome da differenziazione
Se si sospetta una sindrome da differenziazione, devono essere somministrati corticosteroidi e deve essere iniziato il monitoraggio emodinamico (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Si dovrebbe prendere in considerazione l'interruzione temporanea della somministrazione di Decitabin Accord fino alla risoluzione dei sintomi. Si consiglia cautela quando se ne riprende l'uso.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono stati condotti studi su pazienti con compromissione della funzionalità epatica. Occorre cautela quando si somministra Decitabin Accord in pazienti con insufficienza epatica o in pazienti che sviluppano segni e sintomi di insufficienza epatica. In caso di trattamento in pazienti con compromissione epatica, è necessario monitorare attentamente gli enzimi epatici e in caso di peggioramento è a discrezione del medico decidere di interrompere il trattamento.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non sono stati condotti studi su pazienti con compromissione della funzionalità renale. In caso di trattamento in pazienti con compromissione renale, è necessario monitorare attentamente i livelli di creatinina e di bicarbonato e in caso di peggioramento è a discrezione del medico decidere di interrompere il trattamento.
Non sono disponibili dati per i pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina [CrCl] <30 ml/min) e insufficienza renale completa; pertanto, la terapia non può essere raccomandata in questo caso.
Pazienti anziani
Lo studio reigstrativo, e quindi anche la presente informazione professionale, si basa su dati di pazienti anziani (≥65 anni). Non sono disponibili dati relativi a pazienti di età inferiore a 65 anni.
Bambini e adolescenti
Il trattamento di pazienti pediatrici con LAM non è raccomandato, poiché la decitabina non si è dimostrato efficace in questo gruppo di pazienti (cfr. la rubrica «Efficacia clinica»).
Modo di somministrazione
Decitabin Accord viene somministrato per via endovenosa. Preparazione e somministrazione della soluzione per infusione: cfr. la rubrica «Altre indicazioni/indicazioni per la manipolazione».
Controindicazioni
Ipersensibilità nota al principio attivo o una qualunque delle sostanze ausiliarie (cfr. la rubrica «Composizione»).
Allattamento (cfr. la rubrica «Gravidanza, allattamento»).
Avvertenze e misure precauzionali
Mielosoppressione
In corso di trattamento con decitabina si manifestano neutropenia e trombocitopenia. Prima di ogni ciclo di trattamento e quando clinicamente indicato, è necessario eseguire regolarmente un emocromo completo per monitorare la risposta, rilevare una possibile tossicità e interrompere o sospendere la terapia se necessario (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
In pazienti trattati con decitabina sono stati riportati casi di malattia interstiziale polmonare (ILD) (inclusi infiltrati polmonari, polmonite organizzata e fibrosi polmonare) senza segni di eziologia infettiva. Deve essere effettuata un'attenta valutazione dei pazienti con un esordio acuto o con un inspiegabile peggioramento dei sintomi polmonari al fine di escludere ILD. Se ILD è confermata, deve essere iniziato un trattamento appropriato
Sindrome da differenziazione
Casi di sindrome da differenziazione (nota anche come sindrome da acido retinoico) sono stati riportati in pazienti trattati con decitabina. La sindrome da differenziazione è caratterizzata da una rapida divisione e differenziazione delle cellule mieloidi e può essere fatale. I sintomi e i risultati clinici della sindrome da differenziazione includono febbre, dispnea, versamento pleurico, versamento pericardico, edema polmonare, ipotensione, rapido aumento di peso, edema periferico, eruzione cutanea e disfunzione renale. Alla prima comparsa di sintomi o segni che suggeriscano una sindrome da differenziazione, avviare il trattamento con corticosteroidi ad alte dosi per via endovenosa e il monitoraggio emodinamico. Si deve prendere in considerazione l'interruzione temporanea della somministrazione di Decitabin Accord fino alla risoluzione dei sintomi. Si consiglia cautela quando se ne riprende l'uso.
Patologie cardiache
I pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia o patologia cardiaca clinicamente instabile sono stati esclusi dalla partecipazione agli studi clinici, per cui la sicurezza e l'efficacia di decitabina in questi pazienti non sono ancora state stabilite. In ambito post-marketing sono stati segnalati casi di cardiomiopatia con scompenso cardiaco, in alcuni casi reversibili dopo interruzione del trattamento, riduzione della dose o intervento terapeutico correttivo. I pazienti, in particolar modo coloro che presentano una storia di patologia cardiaca, devono essere monitorati per segni e sintomi di insufficienza cardiaca.
Fertilità maschile
Negli studi sugli animali, la decitabina ha dimostrato di essere mutagena e di alterare la fertilità maschile. Proprio per la possibilità di infertilità come conseguenza della terapia con Decitabin Accord, prima di iniziare il trattamento, gli uomini dovrebbero informarsi sui metodi di conservazione dello sperma.
Sostanze ausiliarie di particolare interesse
Questo medicamento contiene 0,5 mmol di potassio per flaconcino. Dopo la ricostituzione e la diluizione della soluzione per infusione endovenosa, questo medicamento contiene meno di 1 mmol (39 mg) di potassio per dose, il che lo rende essenzialmente «privo di potassio».
Questo medicamento contiene 0,29 mmol (6,67 mg) di sodio per flaconcino. Dopo la ricostituzione e la diluizione della soluzione per infusione endovenosa, questo medicamento contiene tra 13,8 mg e 138 mg (0,6-6 mmol) di sodio per dose (a seconda del liquido di infusione utilizzato per la diluizione), equivalenti allo 0,7-7% della dose massima giornaliera di 2 g di sodio raccomandata dall'OMS per gli adulti.
Interazioni
Non sono stati condotti studi clinici sull'interazione tra Decitabin Accord e altri medicamenti.
Sono possibili interazioni con i principi attivi di altri medicamenti che vengono anch'essi attivati da fosforilazione sequenziale (attraverso l'attività intracellulare delle fosfochinasi) e/o metabolizzati da enzimi coinvolti nell'inattivazione della decitabina (per esempio citidina deaminasi). Pertanto, si consiglia cautela quando questi farmaci, compresi gli antinfettivi come flucitosina e vari virostatici, sono combinati con Decitabin Accord.
In vitro, non è stato dimostrato che la decitabina sia un attivatore o inibitore degli enzimi CYP. I dati in vitro suggeriscono che la decitabina sia un substrato debole della P-glicoproteina (P-gp) e quindi è improbabile che possa interagire con gli inibitori della P-gp. Inoltre, inibisce solo debolmente il trasporto mediato dalla P-gp, per cui non si presume che possa compromettere il trasporto mediato dalla P-gp di principi attivi somministrati in concomitanza (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).
Gravidanza, allattamento
Contraccezione negli uomini e nelle donne
Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive durante il trattamento con Decitabin Accord ed evitare una gravidanza.
Non è noto quanto tempo debba trascorrere prima che la gravidanza sia sicura dopo il trattamento con Decitabin Accord. Le donne in età fertile devono continuare a usare misure contraccettive efficaci per almeno 6 mesi dopo il completamento del trattamento.
Prima di iniziare il trattamento con Decitabin Accord, si consiglia alle pazienti in età fertile di informarsi sui metodi di crioconservazione degli ovociti.
Si consiglia agli uomini di non concepire un figlio durante il trattamento con Decitabin Accord e per un periodo di 3 mesi dopo la conclusione del trattamento (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).
Gravidanza
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che la decitabina mostra tossicità per la riproduzione nei ratti e nei topi (cfr. la rubrica «Dati preclinici»). Non sono disponibili dati clinici sull'uso di Decitabin Accord in donne in gravidanza. Dectiabin Accord non deve essere usato nelle donne in gravidanza.
Le pazienti in età fertile che ricevono Decitabin Accord devono essere informate in merito al fatto che devono evitare una gravidanza e fare uso di misure contraccettive efficaci durante il trattamento.
Se durante la terapia con Decitabin Accord si instaura una gravidanza, è necessario valutare il rischio potenziale per il feto.
Allattamento
Non è noto se la decitabina o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Decitabin Accord è controindicato durante l'allattamento; perciò, le donne trattate con Decitabin Accord non devono allattare (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gli effetti di Decitabin Accord sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine non sono stati studiati.
I pazienti devono essere avvisati della possibile comparsa di effetti indesiderati durante il trattamento come l'anemia. Quindi, si raccomanda particolare cautela quando si è alla guida di veicoli o si utilizzano macchine.
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse più comunemente riportate durante il trattamento con decitabina sono piressia, disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea) e disturbi ematologici (anemia, trombocitopenia, neutropenia, neutropenia febbrile, leucopenia).
Le reazioni avverse di grado 3-4 più comuni (≥20%) sono state infezioni, neutropenia febbrile, neutropenia, trombocitopenia e anemia.
Le reazioni avverse gravi più comuni sono state trombocitopenia, neutropenia, neutropenia febbrile e anemia. Infezioni gravi come shock settico, sepsi e polmonite sono state riportate in associazione con la mielosoppressione. In associazione con la trombocitopenia sono state osservate emorragie gravi, tra cui emorragia cerebrale e gastrointestinale.
Le reazioni avverse al medicamento osservate durante gli studi clinici o scaturite dall'esperienza post-marketing sono riportate per frequenza secondo la classificazione MedDRA. Le categorie di frequenza sono definite come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Molto comune: polmonite (20%; grado 3-4: 17%)*, infezioni del tratto urinario (10%; grado 3-4: 4%)*, altre infezioni* (62%; grado 3-4: 35%).
Comune: shock settico*, sepsi*, sinusite.
Tumori benigni, maligni e aspecificati (cisti e polipi compresi)
Non nota: sindrome da differenziazione**.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: neutropenia febbrile (29%; grado 3-4: 27%)*, neutropenia (32%; grado 3-4: 30%)*, trombocitopenia (35%; grado 3-4: 33%) inclusi emorragie associate a trombocitopenia e casi con esito fatale, anemia (33%; grado 3-4: 20%), leucopenia (14%; grado 3-4: 12%).
Comune: pancitopenia*.
Disturbi del sistema immunitario
Comune: ipersensibilità incluse reazioni anafilattiche (ipersensibilità, ipersensibilità al medicamento, reazione anafilattica, shock anafilattico, reazione anafilattoide, shock anafilattoide).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: iperglicemia (12% grado 3-4: 2%)**.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: mal di testa (20%; grado 3-4: 1%).
Patologie cardiache
Non comune: cardiomiopatia (inclusa frazione di eiezione ridotta)**.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: epistassi (15%; grado 3-4: 2%).
Non nota: malattia interstiziale polmonare.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: diarrea (31%; grado 3-4: 2%), vomito (19%; grado 3-4: 1%), stomatite (10%; grado 3-4: 2%) e nausea (38%; grado 3-4: 1%).
Affezioni epatobiliari
Molto comune: funzionalità epatica anormale (12%; grado 3-4: 2%)**, iperbilirubinemia (11%; grado 3-4: 2%)**.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: dermatosi neutrofila febbrile acuta (sindrome di Sweet).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: piressia (40%; grado 3-4: 6%).
* Inclusi casi con esito fatale.
** Effetti avversi identificati dopo l'immissione sul mercato. La frequenza riportata è stata stimata dal tasso degli studi clinici.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di una posologia eccessiva nell'uomo.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico. In caso di posologia eccessiva, il paziente deve essere monitorato sulla base dell'emocromo e, se necessario, ricevere un trattamento di supporto.
Proprietà/effetti
Codice ATC
L01BC08
Meccanismo d'azione
La decitabina (5-aza-2′-deossicitidina) è un analogo deossinucleoside della citidina e differisce dalla deossicitidina per una sostituzione di C in posizione 5 dell'anello della piridina con un atomo di azoto. Per effetto di questa modifica, la decitabina inibisce le DNA metiltransferasi (DNMT) a basse dosi attraverso il legame covalente tra l'enzima e l'anello di citosina 5-AZA. Ciò favorisce l'ipometilazione del promotore del gene che può dar luogo a una riattivazione dei geni soppressori del tumore e pertanto a un'induzione della differenziazione cellulare e all'apoptosi.
Grazie al legame covalente della DNMT, la decitabina ha un effetto citotossico diretto analogo al danno al DNA e, indipendentemente dalla sua incorporazione nel DNA, stimola l'ubiquitinazione e quindi la degradazione della DNMT attraverso i proteasomi.
Farmacodinamica
Vedere sopra.
Efficacia clinica
La decitabina è stato valutato in uno studio in aperto, randomizzato, multicentrico di fase 3 (DACO-016) in pazienti di età ≥65 anni con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (LAM) de novo o secondaria in base alla classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Decitabina (n= 242) 20 mg/m2 e.v./giorno per 5 giorni consecutivi ogni 4 settimane è stato confrontato con la terapia di scelta (treatment choice, TS, n= 243), consistente solamente in misure di supporto (n= 28, 11,5%) o nella somministrazione di 20 mg/m2 di citarabina s.c./giorno per 10 giorni consecutivi ogni 4 settimane (n= 215, 88,5%). L'età media era di 73 anni. Il 36% dei pazienti ha evidenziato un rischio citogenetico basso al basale. Il resto dei pazienti ha rivelato un rischio citogenetico intermedio.
La sopravvivenza globale mediana (endpoint primario) è stata di 7,7 mesi nei pazienti trattati con decitabina contro 5,0 mesi nel braccio TS (hazard ratio 0,85; IC 95%: 0,69, 1,04, p= 0,1079). La significatività statistica non è stata quindi raggiunta.
In un'analisi esplorativa che ha incluso un altro anno con dati di sopravvivenza affidabili, con riferimento all'effetto di decitabina sulla sopravvivenza globale, è stato osservato un miglioramento clinicamente significativo rispetto al braccio TS (7,7 mesi e 5,0 mesi, hazard ratio = 0,82, IC 95%: 0,68, 0,99, p= 0,0373).
Il tasso di remissione completa (CR + CRp) è stato significativamente migliore nel braccio decitabina (17,8%, 43/242) rispetto al braccio TS (7,8%, 19/243) (p= 0,0011). L'intervallo mediano fino alla migliore risposta e la durata mediana della migliore risposta sono stati rispettivamente di 4,3 e 8,3 mesi per i pazienti che hanno ottenuto una CR o una CRp. La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata significativamente più lunga nel braccio decitabina rispetto al braccio TS (3,7 mesi e 2,1 mesi, rispettivamente), hazard ratio 0,75 (IC 95%: 0,62, 0,91), p= 0,0031.
Bambini e adolescenti
Uno studio in aperto, multicentrico, a braccio singolo, di fase 1/2 è stato condotto per valutare la sicurezza e l'efficacia di decitabina quando usato in sequenza con la citarabina in bambini e adolescenti di età compresa tra 1 mese e <18 anni e affetti da LAM recidivante o refrattaria. Nello studio sono stati arruolati complessivamente 17 pazienti che sono stati trattati con decitabina 20 mg/m2; di questi, 9 pazienti hanno ricevuto citarabina 1 g/m2 e 8 pazienti hanno ricevuto 2 g/m2, che è la dose massima tollerata di citarabina. Tutti i pazienti hanno interrotto il trattamento dello studio prima del previsto. Le ragioni che hanno determinato l'interruzione del trattamento includevano progressione della malattia (12 pazienti [70,6%]), esecuzione del trapianto (3 [17,6%]), decisione dello sperimentatore (1 [5,9%]) e «altro» (1 [5,9%]). Nessuna attività antileucemia clinicamente rilevante è stata osservata quando è stata usata la combinazione sequenziale.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non applicabile.
Distribuzione
Il volume di distribuzione (Vdss) è 116 l (IC 95%: 84,1-153 l). Il legame della decitabina con le proteine plasmatiche è trascurabile (<1%). Cmax = 107 ng/ml (IC 95%: 88,5-129 ng/ml) e AUCcum = 580 ng·h/ml (IC 95%: 480-695 ng·h/ml).
Sulla base di un'analisi cinetica di popolazione, la decitabina mostra parametri farmacocinetici lineari dopo infusione e.v. con un'emivita di eliminazione (t½) di 68,2 minuti (IC 95%; 54,2-79,6 min).
Metabolismo
All'interno delle cellule, la decitabina viene trasformata per fosforilazione in trifosfato, che viene poi a sua volta incorporato dalla DNA polimerasi. Il citocromo P450 non è implicato nel metabolismo della decitabina. Il pathway del metabolismo avviene principalmente come deaminazione da citidina deaminasi nel fegato, nei reni, nell'epitelio intestinale e nel sangue. La decitabina immutata nel plasma rappresenta circa il 2,4% della radioattività totale nel plasma. La parte principale è costituita da metaboliti circolanti (inefficaci).
Sulla base dell'analisi cinetica di popolazione, la clearance plasmatica media dopo la somministrazione endovenosa in pazienti oncologici è stata >298 l/h (IC 95%: 249-359 l/h) con variabilità moderata tra i pazienti (CV circa 50%).
Eliminazione
Il 90% della dose di decitabina somministrata (di cui il 4% principio attivo immutato) viene escreta nelle urine.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica o renale e in pazienti <65 anni di età.
Dati preclinici
Non sono stati condotti studi su un eventuale effetto cancerogeno della decitabina. Tuttavia, i dati riportati in letteratura indicano che la decitabina è potenzialmente cancerogena. I dati disponibili ottenuti dagli studi in vitro e in vivo forniscono prove sufficienti a dimostrare il potenziale genotossico della decitabina. I dati riportati in letteratura suggeriscono anche che la decitabina ha un impatto negativo su tutti gli aspetti del ciclo riproduttivo, vale a dire fertilità, sviluppo embrio-fetale e sviluppo postnatale. Gli studi multiciclici di tossicità a dosi ripetute condotti sui ratti e sui conigli hanno dimostrato che la tossicità si manifesta principalmente sotto forma di mielosoppressione, compresi gli effetti sul midollo osseo, che è, tuttavia, reversibile alla sospensione del trattamento. È stata osservata anche una tossicità gastrointestinale e, negli animali maschi, atrofia testicolare, non reversibile durante i periodi di recupero programmati. La somministrazione di decitabina ai ratti in età neonatale e giovanile ha mostrato un profilo di tossicità generale paragonabile a quello dei ratti più anziani. Lo sviluppo neurocomportamentale e la capacità riproduttiva non sono stati influenzati quando i ratti neonati/giovani sono stati trattati con livelli di dose che inducono la mielosoppressione.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti. Decitabin Accord non deve essere co-somministrato con altri medicamenti attraverso lo stesso accesso endovenoso/linea di infusione.
Influenza su metodi diagnostici
Nessuna.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Dopo la ricostituzione et la diluizione, le soluzioni per infusione possono essere conservate per un massimo di 4 ore a 2-8°C, seguite da 3 ore a 25 °C, fino alla somministrazione (per i dettagli sulla ricostituzione, cfr. la rubrica «Indicazioni per la manipolazione»).
Precauzioni particolari per la conservazione
Flaconcino: non conservare a temperature superiori a 25°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini. Per le condizioni di conservazione della soluzione per infusione ricostituita, cfr. la rubrica «Stabilità».
Indicazioni per la manipolazione
Questo medicamento è solo per uso singolo. Evitare che la soluzione venga a contatto con la pelle e indossare guanti protettivi durante la manipolazione. È necessario rispettare le norme standard per la manipolazione dei medicamenti citostatici.
Procedura di ricostituzione
Decitabin Accord è ricostituito in condizioni asettiche con 10 ml di acqua sterile per preparazioni iniettabili. Dopo la ricostituzione, ogni ml di soluzione contiene circa 5,0 mg di decitabina con un pH compreso tra 6,7 e 7,3.
Immediatamente dopo la ricostituzione, la soluzione deve essere ulteriormente diluita con soluzione salina allo 0,9% o soluzione di destrosio al 5% fino a ottenere una concentrazione finale di principio attivo compresa tra 0,15 e 1,0 mg/ml.
A meno che non venga utilizzata entro 15 minuti dalla ricostituzione, la soluzione diluita deve essere preparata utilizzando soluzioni per infusione fredde (2-8°C) e conservata a 2-8°C per un massimo di 4 ore, seguite da 3 ore a 25 °C, fino alla somministrazione.
Tutte le componenti inutilizzate del medicamento o i rifiuti da esso derivati devono essere smaltiti in conformità alle normative locali vigenti.
Numero dell'omologazione
68255 (Swissmedic).
Confezioni
1 flaconcino da 50 mg [A]
Titolare dell'omologazione
Accord Healthcare AG, 4103 Bottmingen.
Stato dell'informazione
Novembre 2024.